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13 mag 2011

Addio a Tony Curtis

Tutti lo ricordano in Italia per la  fortunatissima serie tv con Roger Moore, 'Attenti a quei due'. Ma Tony Curtis, nato nel Bronx in una modesta famiglia ebrea di origini ungheresi, era attore vero, a tutto tondo, anche nel cinema, dove aveva recitato accanto a 'mostri sacri' come Marilyn Monroe e Jack Lemmon.
Affascinante, prestante, atletico, sportivo, ma anche versatile, dotato di umorismo, Curtis lavora nel Principe ladro di Rudolph Maté, ne 'Il figlio di Ali Babà' di Kurt Neumann e nel 'Mago Houdini' di George Marshall; ma è anche il pugile sordomuto di 'Furia e passione' di Joseph Pevney o l'aspirante giornalista spregiudicato di 'Piombo rovente' di Alexander Mackendrick o il detenuto fuggitivo ne 'La parete di fango', incatenato a un carcerato come Sidney Poitier.
Incanta nella commedia brillante, con Cary Grant, in 'Operazione sottoveste' di Blake Edwards, prima del trionfo nel ruolo - uno e trino - di suonatore di sassofono, di magnate del petrolio e di Josephine in 'A qualcuno piace caldo' di Billy Wilder.
A questo punto è uno dei grandi di Hollywood, convincente in 'Spartacus' di Stanley Kubrick accanto al rivoluzionario Kirk Douglas. Nei primi anni Settanta arriva 'Attenti a quei due': Tony Curtis è il ricco playboy americano Danny Wilde, un po' svampioto, sempre brillante, contrapposto all'elegante e raffinato lord inglese Brett Sinclair (Roger Moore). I due duellano con criminali corteggiando belle donne in improbabili avventure a metà fra giallo, thriller e spystory.
Inquieto nella vita privata almeno quanto sul set, Tony Curtis si era sposato sei volte. Dal suo primo matrimonio con l'attrice Janet Leigh sono nate Jamie Lee Curtis, a sua volta nota attrice, e Kelly Curtis.

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